E’ condotta tenue la sostituzione di persona mediante la creazione di un falso profilo social usurpando l’altrui identità.

Si segnala ai lettori del blog la sentenza n. 652/2020 – depositata il 10.01.2020, con la quale il Collegio del diritto ha confermato la decisione assunta dal giudice di merito con la quale il fatto di sostituzione di persona ascritto all’imputato era stato ritenuto non punibile perché tenue.

Il giudicabile era stato tratto a giudizio innanzi al Tribunale di Milano per essersi sostituito ad altra persona creando un profilo social all’interno del quale era stata inserita l’utenza telefonica del soggetto del quale aveva usurpato l’identità.

La pronuncia era stata impugnata dall’Ufficio del PM che aveva ritenuto che l’utilizzo di una piattaforma multimediale accessibile ad un numero indeterminato di utilizzatori comporta un danno importante, astrattamente senza termini nel tempo e nello spazio, come tale incompatibile con l’istituto di cui all’art.131 bis cod. pen..

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso statuendo quanto segue in linea con i principi di diritto affermati con la sentenza a Sezioni unite n.13681/2016:

Come chiarito dalle Sezioni unite di questa Corte, ai fini della configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’art. 131-bis cod. pen., il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ai sensi dell’art. 133, primo comma, cod. pen., delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell’entità del danno odel pericolo (Sez. U, n. 13681 del 25/02/2016, Tushaj, Rv. 266590).

Centrale, dunque, nell’apprezzamento dei presupposti della particolare tenuità del fatto, è il riferimento alla fattispecie concreta, apprezzamento svolto dal giudice di merito rimarcando il carattere del tutto isolato dell’episodio.

Nel valorizzare le potenzialità lesive insite nel mezzo utilizzato, il pubblico ministero ricorrente fa leva, invece, su un approccio astrattizzante, non in linea con il necessario ancoraggio alla fattispecie concreta che connota la causa di non punibilità

By Claudio Ramelli© RIPRODUZIONE RISERVATA