Lavori in casa: affidarsi all’artigiano senza verificarne i requisiti tecnico-professionali espone alla condanna per omicidio colposo (Cassazione 17013/2026).
Hai chiamato un elettricista, un antennista o un artigiano per una riparazione domestica?
Se durante i lavori siverifica un grave infortunio, potresti essere chiamato a rispondere penalmente per i reati di omicidio o lesioni colpose anche se non eri presente in casa e solo perché sei stato negligente nel verificare la professionalità del lavoratore.
La Cassazione con la sentenza numero 17013/2026 del 12 maggio 2026 sul punto è chiara e tutt’altro che rassicurante:
“il committente privato che affidi in appalto lavori di manutenzione domestica, ha l’onere di scegliere adeguatamente l’impresa, verificando che essa sia regolarmente iscritta alla C.C.I.A., che sia dotata del documento di valutazione dei rischi e che non sia destinataria di provvedimenti di sospensione o interdittivi ai sensi dell’art. 14, d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
La mancata verifica dei suddetti requisiti tecnico -professionali fa assumere al privato tutti gli obblighi in materia di sicurezza ed in caso di incidente durante l’esecuzione dei lavori lo espone a responsabilità sia penale, sia civile risarcitoria”.
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Il caso giudiziario
L’imputata in primo grado ed in grado di appello è stata condannata per omicidio colposo perché, nella veste di committente privata di lavori di posa di una canalina in plastica destinata al passaggio di un cavo per antenna televisiva, non aveva preventivamente verificato i requisiti tecnico-professionali del lavoratore incaricato e non aveva assicurato l’adozione di corrette modalità di esecuzione in sicurezza.
Ulteriore elemento di colpa è stato ravvisato nell’avere messo a disposizione della vittima una scala inadeguata rispetto ai rischi lavorativi, circostanza questa che secondo i giudici del Tribunale e della Corte di appello aveva contribuito al tragico evento della caduta dall’alto dell’artigiano deceduto a causa delle gravi lesioni riportate.
Come si è difeso l’imputato in Cassazione?
La difesa dell’imputato in Cassazione ha chiesto l’annullamento della sentenza impugnata sostenendo che:
- La realizzazione dei lavori relativi ad impianti elettrici non rientra nella disciplina normativa applicata dai magistrati che si riferisce solo a “cantieri mobili e temporanei” e “lavori edili e di ingegneria”.
Conseguentemente i richiami normativi citati nelle sentenze dei primi due gradi di giudizio, non erano conferenti rispetti al caso in disamina e la responsabilità penale non poteva essere giuridicamente affermata.
- La realizzazione della canalina in altezza con uso della scala non era un lavoro concordato tra committente ed artigiano: quest’ultimo aveva deciso estemporaneamente di eseguire quella attività che non poteva essere addebitata a scelta della committente.
- La scala non era stata consegnata dalla committente all’artigiano e il suo utilizzo da parte dell’artigiano era da ritenersi arbitrario perché al di fuori dell’accordo con la committente.
La decisione della Cassazione.
I Giudici del diritto hanno rigettato il ricorso ricordando che anche in capo al committente privato dei lavori nasce una posizione di garanzia da cui deriva un obbligo di una preventiva verifica sull’idoneità tecnico-professionale dell’operaio o artigiano, da valutare caso per caso in relazione anche alla pericolosità dei lavori affidati.
Invero, per la Cassazione, il committente privato non professionale che affidi in appalto lavori di manutenzione domestica, pur non essendo tenuto a conoscere, alla pari di quello professionale, le singole disposizioni tecniche previste dalla normativa, ha, comunque, l’onere di scegliere adeguatamente l’impresa, verificando che essa sia regolarmente iscritta alla C.C.I.A., che sia dotata del documento di valutazione dei rischi e che non sia destinataria di provvedimenti di sospensione o interdittivi ai sensi dell’art. 14, d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.
In difetto di tali verifiche il committente privato assume su di sé tutti gli obblighi in materia di sicurezza con tutte le responsabilità che ne conseguono in caso di incidente.
Per maggiori approfondimenti si rimanda ad altri contributi dello studio sul medesimo tema giudico del quale si è occupato negli anni in diversi processi causati da incidenti sul lòavoro in ambienti domestici o piccoli cantieri:
Le domande più frequenti che ci rivolgono i nostri clienti.
Se l’artigiano che si è infortunato aveva una partita IVA, sono automaticamente esente da responsabilità?
No. La presenza della partita IVA non è sufficiente ad escludere la responsabilità del committente. Secondo la Cassazione, il privato deve verificare anche l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa o del lavoratore autonomo incaricato dei lavori.
Posso essere indagato anche se non ero presente in casa quando è avvenuto l’incidente?
Sì. La responsabilità del committente può derivare da omissioni precedenti all’infortunio, come la mancata verifica dei requisiti dell’impresa o del lavoratore incaricato.
Tuttavia, la presenza fisica sul luogo dell’incidente non è sempre decisiva, anche se aggrava la posizione dell’indagato/imputato che poteva rendersi conto del rischio lavorativo.
Se l’artigiano è un mio amico o un conoscente, cambia qualcosa?
No. Un rapporto di amicizia o fiducia personale non esonera dagli obblighi previsti dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Anche in questi casi è opportuno effettuare tutte le verifiche richieste dalla legge.
Ho chiamato un lavoratore per un piccolo intervento di pochi minuti: devo comunque fare controlli?
Dipende dalla tipologia di attività affidata e dai rischi connessi. Tuttavia, la giurisprudenza dimostra che anche lavori apparentemente semplici possono comportare rischi elevati, soprattutto quando richiedono l’uso di scale, della rete elettrica, attrezzature o interventi in quota superiore ai due metri.
Quali documenti dovrei chiedere prima di affidare lavori in casa?
È consigliabile verificare almeno l’iscrizione alla Camera di Commercio, la regolarità della posizione fiscale, l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa e la restante documentazione richiesta dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
Se l’artigiano utilizza una mia scala o un mio attrezzo posso avere maggiori responsabilità?
Potenzialmente sì. La messa a disposizione di attrezzature non adeguate o non sicure può costituire un elemento di colpa specifica e incidere sulla valutazione della responsabilità del committente.
È possibile ottenere l’archiviazione del procedimento?
Sì. Quando emergono elementi che escludono la responsabilità del committente o evidenziano errori nella ricostruzione accusatoria, è possibile richiedere l’archiviazione del procedimento o comunque ottenere un esito favorevole nelle successive fasi processuali.
Per il processo penale è necessario che l’infortunato, oppure i congiunti in caso di decesso della vittima, presentino un atto di querela?
Non sempre. I reati di omicidio colposo e di lesioni colpose con prognosi di guarigione superiore ai 40 giorni, se aggravate dalla violazione della disciplina dettata in materia di sicurezza sul lavoro determinano la procedibilità di ufficio e neppure la vittima può impedire il corso della giustizia.
Come puoi evitare guai giudiziari?
La prevenzione oltre ad essere un presidio di civiltà è il modo migliore per evitare conseguenze penali e civili dopo un incidente sul lavoro.
Come indicato chiaramente nella recente sentenza numero 17013/2026 è fondamentale rispettare le norme di sicurezza, mantenere comportamenti prudenti e adottare tutte le misure necessarie per ridurre i rischi.
Ecco la Checklist da compulsare prima di eseguire i lavori:
- verificare l’iscrizione alla Camera di Commercio;
- richiedere visura aggiornata;
- verificare la partita IVA;
- richiedere documentazione sulla sicurezza;
- evitare lavoratori completamente in nero;
- formalizzare l’incarico per iscritto.
- richiedere documento di valutazione dei rischi ed assenza di provvedimenti di sospensione o interdittivi ai sensi dell’art. 14, d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 a carico dell’impresa.
In caso di sinistro, è importante non allontanarsi dal luogo dell’evento, prestare immediato soccorso alle persone coinvolte e collaborare correttamente con le Autorità intervenute, per evitare incriminazioni per fatti dolosi (omissione di soccorso ed altre ipotesi di reato).
Ricorda però che le dichiarazioni rese nell’immediatezza dei fatti possono avere conseguenze rilevanti: per questo è opportuno evitare ammissioni di responsabilità affrettate sulla scia dell’emotività e richiedere tempestivamente l’assistenza di un professionista qualificato per verificare se effettivamente l’incidente è stato causato da colpa del committente oppure da un comportamento abnorme od eccentrico del lavoratore, come tale idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra la condotta del committente e l’evento infausto.
Un supporto legale precoce consente spesso di prevenire errori che potrebbero compromettere la posizione del committente nelle successive fasi investigative o processuali.
Come ti possiamo difendere se l’incidente è già accaduto?
Quando l’incidente si è già verificato, è essenziale ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare l’effettiva sussistenza di eventuali responsabilità.
Nei procedimenti per omicidio colposo o lesioni colpose derivanti da incidenti sul lavoro, la ricostruzione tecnica dell’evento è spesso decisiva.
Per questo nei processi trattati dallo studio in questa materia si è sempre rilevata molto utile la collaborazione con consulenti tecnici specializzati in sicurezza sul lavoro, ingegneria e prevenzione degli infortuni, al fine di verificare se le conclusioni della Procura siano realmente fondate rispetto all’accadimento storico.
Ogni caso è diverso dagli altri deve essere affrontato in modo personalizzato, con l’obiettivo, se possibile, di ottenere l’archiviazione del procedimento dopo l’avviso di conclusione delle indagini o l’assoluzione dell’imputato all’esito del giudizio.
Non sempre si può ottenere un esito totalmente liberatorio: ove necessario è importante valutare la soluzione più favorevole possibile sia sotto il profilo giudiziario, sia per quello risarcitorio che rappresenta un aspetto tutt’altro che secondario nel giudizio penale.
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Se sei coinvolto in un procedimento penale per un reato colposo derivante da un incidente domestico sul lavoro, hai ricevuto la notifica di un avviso di garanzia, devi nominare un avvocato difensore, eleggere domicilio per ricevere gli atti del procedimento e vuoi immediata assistenza legale non perdere tempo ed affronta subito il problema: possiamo valutare tutte le iniziative più opportune per la difesa della tua persona e del tuo patrimonio personale.
Ricorda che se hai ricevuto la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ti ricordo che hai soltanto venti giorni per difenderti tramite un difensore per poter chiedere l’archiviazione del procedimento.
La tempestività dell’intervento legale in questi procedimenti è fondamentale per la ricostruzione della dinamica dell’incidente e per non incorrere in decadenze processuali congiurando il rischio di perdere opportunità difensive.
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Avv. Claudio Ramelli [diritto penale del lavoro]

